|
Viaggiare
per svago, per conoscere, per il piacere di arricchire la propria
cultura. Con questi principi associati al rispetto ambientale
e della gente che qui vive andiamo a conoscere il Delta del Po.
Dopo aver attraversato quattro regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia
Romagna, Veneto) con i suoi 674 chilometri il Po sfocia nel mare
Adriatico in un ampio delta.
La parte Veneta interessata è l'intera provincia di Rovigo
denominata anche Polesine (dal dizionario: territorio compreso tra
i due rami di un fiume, nel nostro caso due fiumi, Adige e Po, che
divergendosi si dirigono entrambi verso il mare) suddiviso in Alto,
Medio e Basso Polesine, è un territorio di interesse storico
ambientale tutto da scoprire.
E' nel Basso Polesine che il Po forma il suo delta e crea una delle
più belle e interessanti zone umide dell'intera area Mediterranea,
racchiudendo ecosistemi diversi, di valle, di mare, di fiume e di
laguna con particolari biotopi come gli scanni, le paludi e i bonelli.

Ma ricordiamo anche la parte storica di questo territorio che con
le scoperte archeologiche ci narra la vita dei popoli passati che
qui hanno vissuto: gli Etruschi, i Greci, i Romani, gli antichi
Paleoveneti, passati molti secoli prima della formazione dell'attuale
delta.
Quando ancora il delta era un ambiente completamente selvaggio,
gli uomini che lo abitavano non avevano di certo la vita facile.
Il clima malsano, la malaria e il pericolo di inondazioni lo rendevano
un luogo ostile. Eppure è stato abitato sin dalla preistoria.
Cosa spinse gli uomini a venire qui affrontando disagi e rischi
mortali? A volte la necessità di mantenere punti d'appoggio
per il commercio e la navigazione, come nel caso di ADRIA e SPINA
; oppure rischi maggiori come le invasioni barbariche che non lasciava
scampo a chi restava in terraferma ; o ancora l'abbondanza di pesce
e selvaggina e la possibilità di un nascondiglio sicuro fra
i labirinti di canne, ma forse più di ogni altra cosa offriva
a molti ( bracconieri, contrabbandieri e disertori ) la totale libertà.
Il secolare braccio di ferro con la palude, avviato dalle bonifiche,
ha esasperato la conflittualità uomo-ambiente, e ha diffuso
tra gli uomini quel sentimento di amore-odio che perdura, nonostante
la natura del delta sia stata profondamente modificata.
Tutt'oggi l'uomo moderno è ancora alla ricerca di questa
totale libertà che nel delta si ritrova nell'osservare gli
spazi piatti, sconfinati, in questa miscela di acqua e terra, di
cielo e mare, che non hanno né inizio né fine. Nei
colori, dei nostri tramonti con il rosso infuocato dalle mille sfumature,
nel silenzio irreale che si "ascolta" ai margini delle
lagune, ma anche nei "suoni" dell'alba del quotidiano
risveglio della natura. Nel richiamo d'amore notturno del Tarabuso,
un tonfo sordo che arriva da chissà quale distanza, nella
speranza di essere udito da una compagna. In bici, per le lunghe
strade arginali, scivolando in barca o in canoa negli stretti "paradelli"
dei canneti, camminando sulle spiagge di scanni deserti in compagnia
di gabbiani e beccacce di mare. Poesia, che viene dal cuore di chi
come noi abita questa terra, non di poeti ma di semplici innamorati.
Semplici, umili, caldi e cordiali, gli abitanti del delta, disponibili
ad accompagnarti, consigliarti e a farti conoscere tradizioni, luoghi
e prelibatezze della loro cucina. Il pesce (anguille, spigole, orate,
cicale di mare) i "peoci" (cozze) e le bibarasse (vongole),
il riso, gli ortaggi (il radicchio di Rosolina), il miele e i meloni,
l'oro bianco del Polesine (l'aglio) che puoi gustare nei chioschi
nelle spiagge, come "spuncioni" nelle "ostarie"
nei raffinati ristoranti, nelle cucine rurali degli agristurismi.
Il visitatore più esigente, trova pane per i propri denti,
visitando il Museo
Archeologico Nazionale di Adria, le chiese (Adria, Ariano, S.
Basilio con la sua chiesetta romanica del
.) i musei della
bonifica, della tradizione contadina, dell'apicoltura, le oasi,
il Giardino Botanico Litoraneo, largo spazio alla caccia fotografica
e al birdwatching.
A tutti i nostri futuri ospiti un caldo saluto.
|