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Nella
laguna Adriana sorse Corbola formata con la terra che le acque strapparono
dai monti e la corrente dei fiumi che trasportò. Il suo nome
sembra diminutivo di Corbis (Corbulla, Corbula, Corbicola) - Corba
o Cesta - che fu misura di grano, ed anche misura di terra necessaria
per seminarvi una corba di grano, come si dice in più luoghi,
un moggio di terra, uno stajo di terra. Da corba misura, poté
quindi nominarsi un dato territorio, sul quale sorgevano dei villaggi
o territori che avrebbero preso il nome di Corbola come nel nostro
caso.
Le
Corbole in origine furono tre: Superiore, Media, Inferiore. La superiore
è l'odierna Bellombra che fu forse ribattezzata dagli Estensi
quando la fecero un loro luogo di delizie. L'inferiore è
Bottrighe che deve aver cambiato nome nel 1500. La media, ed è
questa di cui trattiamo, è la sola che ha conservato il nome.
Nel Po di Corbola anticamente scaricavano alcuni canali dell'isola
di Ariano, e cioè il Formica, Rossetta, Fossa di Santa Margherita
ed il Silvus-Longus o canale del Bosco.
Dei
canali su accennati non rimane alcuna traccia. Corbola, allorché
si staccò dal territorio adriese (circa 1140) e si unì
all'Isola di Ariano fu posta a far parte del ducato di Ferrara,
ma seguitò ad essere governata con le norme statuarie datele
dalla città di Adria, sennonché nel 1480 chiese e
le fu concesso di essere governata con lo statuto di Ariano come
vi apparteneva per territorio e per giurisdizione di governo. Nel
1519 Corbola non volle più obbedire alle leggi di Ariano,
e chiese di tornare ad essere governata con le leggi di Adria. E
questo ottenne col consenso del duca Alfonso I° d'Este che ordinò
al governatore di Ariano di giudicare Corbola ed i suoi uomini con
le norme portate dagli statuti di Adria. Corbola dà il suo
nome al ponte di ferro costruito nel 1905-06, manufatto che ha congiunto
l'isola alla terraferma.
Sino
al 1865 si passava su battello a remi. Il punto d'imbarco era all'estremità
della via Sasso di fronte alla casa Zangarini e si sbarcava alla
Milana. Corbola per circa sei secoli trasse i suoi benefici dalla
navigazione. Risiedevano in paese parecchi proprietari di barche
Rascone e proprietari di cavalli per l'attiraglio. Ora il paese
vive di agricoltura.
Corbola
è una delle tre Corbole, quella della mediana per l'esattezza,
compresa fra le attuali Bellombra e Bottrighe che, fino alla rotta
del Po a Ficarolo nel 1152 costituivano un tutto unitario. Corbola
deriva dal latino ciceroniano "corbis", nell'accezione
usuale di "cesta o corbello", oppure da "corbula".
Con l'atto d'investitura del Vescovo di Adria Isacco II, il 27 dicembre
1195 tutta l'Isola di Ariano è ceduta agli Estensi. Corbola,
aggiogata allo stesso carro, dovette pure subire gli statuti di
Ariano, promulgati dal marchese Bertoldo nel 1328. Corbola rimase
sotto gli Estensi, dai quali ottenne nel 1519 statuti propri, fino
al 1598, quando passò al Papato. Dopo la pace di Tolentino
nel 1797, Corbola fu incorporata nella Repubblica Cispadana e poi
nella Cisalpina. Austriaca dal 1815, fu, con Ariano, la prima terra
veneta ad essere liberata dagli italiani nella terza guerra d'indipendenza
(1866).
Il
centro storico si stende lungo le vie Roma, Rubini e la prima parte
di via Nuova, ora ribattezzata via Rosetta
Pampanini, a ricordo della celebre soprano nativa di Corbola
e spentasi nel 1973.
Corbola si anima soprattutto attorno alle sue due piazze, Piazza
Roma (ora Piazza Martiri) e Piazza Chiesa.
In fondo alla piazza l'imponente Chiesa Parrocchiale, costruita
negli anni Trenta. Edificio in stile romanico, dedicato a S. Maria
Maddalena, conserva all'interno un'antica Pietà e una preziosa
statua di S. Francesco, inclusa nell'altare omonimo, risalente al
periodo della peste nera del 1629-'30. Sulla Piazza Martiri si ergono
recentissimi edifici, tra cui il Municipio, mentre in fondo a via
Roma vi è l'oratorio di S. Agostino, in stile neoclassico
del XVII secolo, ora in stato di degrado. Sulla statale Corbola-Ariano
si aprono le due località più importanti: Garzara
e Sabbioni.
L'economia
del paese è tipicamente agricola. L'artigianato si esplica
soprattutto nei numerosi laboratori di confezioni. In abbandono
è invece l'attività del "barcaro", un tempo
fiorente.
Le
sagre paesane sono quasi tutte legate a tradizioni religiose. La
patrona della parrocchia, S. Maria Maddalena, viene celebrata il
22 luglio con processione religiosa, tombola la sera e luna park
in piazza Martiri. Una seconda sagra si tiene il 4 ottobre in onore
di S. Francesco. Da alcuni anni è stata ripresa anche la
festa di S. Agostino (28 agosto).
Tradizioni legate al Po e al suo ambiente sono la "Festa della
Cepa", I° maggio, con vendita delle "cepe", tipico
pesce di acqua salata che risale il fiume in primavera per deporre
le uova, e inoltre la gara di pittura e degli aquiloni sull'argine.
Un'altra festa sul Po si tiene in agosto, dentro la golena, con
giochi vari, serate danzanti e gara di canoa. In agosto si tiene
pure la gimkana trattoristica su circuito cittadino.
Tradizioni
sportive sono la corsa ciclistica (luglio), la marcialonga in notturna
ed il torneo di calcetto in agosto. Da ricordare ancora la caccia
al tesoro, che si tiene in agosto, e la "Giornata del ringraziamento"
con la benedizione delle macchine agricole in novembre. Quanto all'aspetto
turistico, il fiume nella zona ha creato diverse golene che nel
periodo estivo si offrono con le loro spiagge ai bagnanti come ottima
alternativa al mare, anche se negli ultimi tempi hanno dovuto fare
i conti con l'inquinamento. A Corbola, infine, già da diversi
anni operano le motonavi Sesia e Delfino, che risalgono il fiume
sino in Lombardia e trasportano i turisti a visitare le zone del
Delta e della Laguna Veneta
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