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Loreo
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L’antica processione degli incappucciat
Al termine di questo rito, gli estranei escono dalla chiesa, mentre i confratelli cominciano quelle pratiche religiose conosciute come orazioni mentali con la disciplina, che la costituzione della Confraternita...

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Loreo


Di Padus

A 15 chilometri a sud di Adria e a 4 dalla statale Romea, Loreo, l'antica Lauretum, allinea le sue case lungo le sponde del Naviglio, canale un tempo navigabile. Loreo fu sempre legata a Venezia che lo considerava, specialmente dopo il 1400, caposaldo militare ed economico.
Loreo risente ancora oggi dell'impronta della Serenissima nell'architettura, nel colore delle case, delle calli e dei portici.
Una serie di strette calli portano nella Piazza Longhena che conserva il suo antico aspetto accanto al Duomo, ricco di opere di indubbio pregio artistico.

Loreo è un centro che attraversò un periodo fortunato ai tempi della Serenissima, del quale reca ancora i segni in una elegante serie di edifici porticati sui bordi del canale e in una piazzetta di piccole dimensioni con palazzotti padronali, in parte rimaneggiati, che fronteggiano la Chiesa dell'Assunta. Quest'ultima viene attribuita a Baldassarre Longhena, progettista tra l'altro della veneziana Chiesa della Salute. La facciata segue uno schema palladiano e rivela una certa esuberanza decorativa.
Furono dapprima i paleoveneti, in parte, a insediarsi in queste zone, che altro non erano che uno scanno nelle antiche paludi adriane. Tuttavia, i primi nuclei abitati apparvero durante la colonizzazione romana. Il territorio, dopo essere passato ai bizantini nel corso dell'alto medioevo, fu assoggettato dai veneziani, che, fra guerre e alluvioni, lo tennero fino al 1797.

Oltre all'Assunta, che testimonia la lontana origine di una parrocchia già documentata nel 1094, vale la pena di ricordare l'attiguo Oratorio della SS. Trinità eretto nel 1613 e la chiesa della Madonna del Pilastro, una delle più antiche del Polesine e ristrutturata nel 1553, nella frazione omonima. Proprio queste due chiese costituiscono i due poli di una vetusta, e ormai unica, tradizione loredana, che nel tempo non ha perso il suo fascino: il rito dei flagellanti, che si celebra ogni anno alla vigilia della festa della SS. Trinità (14 giugno), cui è intitolata la confraternita, fondata nel 1603 dal vescovo di Chioggia Lorenzo Prezzato. La cerimonia è praticamente rimasta inalterata nei secoli, mantenendo fascino e mistero: a mezzanotte, gli affiliati alla confraternita, che giungono da ogni parte d'Italia e che vengono chiamati "fradei", dopo avere indossato un saio scarlatto, convengono nell'oratorio per la vestizione dei novizi (che resteranno con il cappuccio calato per tutto il tempo) e la messa. Poi, allontanati gli altri, i confratelli restano soli e si chiudono nella chiesa per la parte segreta del rito, che nessuno ha mai svelato e che alimenta molte ipotesi (flagellazioni, penitenze, preghiere). Dopo qualche ora, inizia la processione, con i flagellanti, preceduti dall'arciprete e da una grande croce di legno, raggiungono la chiesa della Madonna del Pilastro, lontano un paio di chilometri, dove resteranno fino all'alba in canti e preghiere.

Loreo oggi è un tranquillo paese in cui l'agricoltura è la principale fonte economica assieme ad un antico cantiere navale. Una fabbrica per la zincatura a caldo, una cartiera, piccole industrie di pesce marinato e alcuni laboratori di abbigliamento e confezioni offrono posti di lavoro quasi sufficienti.
Seguendo il canale si può raggiungere Tornova per ammirarvi la grande corte agricola nella quale domina la villa, una costruzione rettangolare con due brevi ali arretrate e la costruzione in pietra, nettamente barocca, intorno ai fori centrali.

Loreo, l'antico Lauretum, esisteva già prima del Mille (i recenti scavi archeologia di corte Cavanella ne danno ampia conferma). Il nome pare derivi dalla pianta del Lauro perchè si ritiene che questa pianta fosse abbondante nella nostra zona. Dall'antico Lauretum vennero più tardi Lauredo, Loredo, Loreo. Il paese fu messo a ferro e fuoco dagli Ungheri; alla fine del X secolo Ottone III lo donò alla Repubblica Veneta. La sua posizione sulla strada che allacciava Venezia a Ferrara gli diede importanza in epoca posteriore. A ricordo di un antico castello, il comune riporta sul suo stemma una torre merlata con la scritta Clfpa. Secondo alcuni tale sigla era traducibile in "Contra Latrones Ferrariae Pollicini Adriae" (contro i malfattori del ferrarese, del Polesine e della zona di Adria), altri ritengono giusta: "castrum lauretanum fortiter pugnavit adriam" a ricordo di antiche battaglie vinte contro i vescovi adriesi.
Loreo ebbe il suo massimo splendore nei tempi della Serenissima; fu infatti caposaldo strategico e di prim'ordine, in quanto tutto il commercio con l'Emilia e con la Lombardia si svolgeva attraverso il canale Naviglio con dogane a Cavanella Po e a Loreo. La memoria di questo lontano periodo veneziano sembra ancora vivere nel popolo locale, basta ricordare la tipica parlata dialettale molto simile al veneziano e completamente diversa dai dialetti che distano anche pochi chilometri quali Porto Viro e che "peccano" di ferrarese. Un altro elemento che caratterizza la venezianità del luogo sono le antiche calli (Calle Lunga, Calle Pistoria, Calle Moja, Calle dei Cento). Loreo è infatti l'unico paese in provincia di Rovigo con alcune vie ad uso veneziano.

Pare anche che anticamente i Dogi veneziani arrivassero a Loreo con le loro barche dorate per la villeggiatura e per la caccia; si sa però che le antiche carte, quando parlano del Territorio di Loreo, si riferiscono all'intero territorio del Delta Padano. Infatti Loreo solo in tempi relativamente recenti ha staccato da sé i comuni di Porto Viro, Taglio di Po, Porto Tolle, Rosolina, ora importanti centri commerciali.
Un altro avvenimento che attira ogni anno migliaia di turisti è la grande Fiera di S. Michele che dal 1337 ha dato appuntamento a tutta la gente del Delta. Tale grande manifestazione è curata nei minimi particolari dalla Pro Loco.
Oltre alla Fiera che si svolge in settembre è giusto ricordare il ferragosto Loredano, che offre l'occasione agli emigrati di passare buone ferie al paese natio. Da non dimenticare il caratteristico e variopinto mercato del martedì, e le tante occasioni di Sport, Cultura e divertimento offerte dalla Pro Loco Loredana in collaborazione con altri enti locali e distribuiti nei vari periodi dell'anno. Tipica nel periodo pasquale la competizione a colpi di uova dipinte di rosso. Da ricordare inoltre il festival Voci nuove, abbinato a Castrocaro.

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