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Le
origini di Papozze sono vaghe e incerte, si possono collocare approssimativamente
tra la seconda metà del XII e gli inizi del XIII secolo.
Queste terre non erano un tempo che una vasta zona paludosa che
si perdeva giù fino al mare. Le acque lente del Po andarono
trasformando gli acquitrini con le formazioni dei terreni alluvionali.
Il
Po allora non bagnava questo territorio ma, deviando dal corso
attuale, andava a sboccare in mare per il ramo, ora interrato, del
Volano e passava sotto le mura di Ferrara. Prima del 1150 queste
terre erano piene di paludi e di canali, il maggiore doveva essere
il Corbola o Longano che, correndo presso Papozze, scolava le paludi
di Adria, Loreo e Ariano.
Dove il Corbola corresse prima della rotta di Ficarolo certamente
non si può dire, ma dopo la rotta divenne un affluente del
Po e per mezzo di esso, poco sopra Ariano, si giungeva a Venezia.
Nel 1150 o 1152 o 1156 (gli storici non sono concordi) il Po ruppe
nei pressi di Ficarolo e il ramo sinistro della rotta entrò
nel canale Corbola; grande fu l'alterazione che portò questa
alluvione a tutto il territorio ferrarese e Polesano, restringendo
il Polesine a sud, come nell'anno 1000 la rotta dell'Adige al Pizzon,
presso Badia Polesine, lo aveva ristretto a Nord.
Questa rotta fu senza dubbio la causa principale del sorgere della
Villa di Papozze (col termine medioevale di "Villa" si
intende un agglomerato rustico, un aggregato di abitanti dediti
per lo più all'agricoltura, tra i quali si eleggeva un capo
o Massaro delegato a vigilare sugli interessi della collettività
e della pubblica giustizia) in quanto il Po, con maggior facilità
dei canali precedenti, poteva scolare le acque delle paludi.
I
Quirini signori di Papozze
Sebbene
gli Estensi avessero esteso il loro dominio su tutto il Polesine
e sul distretto di Ferrara, i Veneziani possedevano sin dalla prima
metà dell'XIII secolo nel ferrarese e in territorio polesano
alcuni feudi "Ad usum regni" cioè retti e regali,
e in alcuni casi aggiunsero il godimento di decime ecclesiastiche.
I centri più ampi e notevoli dei possessi e feudi Veneziani
erano: Massa Fiscaglia, Tresigallo e Formignano nel Ferrarese, Papozze
in Polesine. Il primo documento certo riguardante Papozze lo troviamo
nel 1255 (14 Novembre - Venezia): Tebaldino detto Papozzo, cittadino
Ferrarese, vende e concede per prezzo di 1150 libbre di ferrarini
ai Veneziani Marco e Matteo Quirini tutte le terre e possessioni
posto nel luogo chiamato Papocia.
La
Benedizione del Fiume
La
golena di Panarella, dal punto di vista ambientale, è il risultato
dell'azione dell'uomo e della forza creatrice della natura. Notevole
è il sua valore paesaggistico in quanto è la formazione golenale
tra le più estese e rappresenta uno degli elementi più vari e suggestivi
del basso corso del Po. Per soddisfare l'esigenza di conservazione
il Comune di Papozze ha ottenuto in cncessione dal Demanio dello
Stato una superficie di circa 25 ettari che gestisce in convenzione
con il WWF sezione di Rovigo.
All'interno dell'area non è stato eseguito nessun intervento volto
a modificare l'ambiente, mentre sono stati tracciati dei sentieri
didattici per evidenziare i diversi tipi di ambiente: palustre,
prativo, boscato. Qui ogni anno, il 15 di agosto, si ripropone l'antica
tradizione della "Benedizione delle acque del fiume" con la santa
Messa al campo e la processione di barche, un atto d'amore e di
rispetto verso il maestoso Po.


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