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A quel tempo, l’accedere a Porto Tolle ed a Cà Tiepolo non era di facile comodità, specialmente per chi doveva recarvisi con mezzi rotabili…

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 Porto Tolle

di Padus

Purtroppo le informazioni di carattere storico riguardanti Porto Tolle sono piuttosto scarse. Non è né un porto né un paese, ma solo il nome del comune dell'estremo Delta del Po formato da diciotto fra località e frazioni situate in un territorio che per estensione è il secondo d'Italia. Fino al 1867 la denominazione era San Nicolò d'Ariano, in onore del santo protettore dei naviganti, in quanto, solo navigando era possibile raggiungere questi luoghi remoti protetti dalle propaggini del grande fiume.

E' difficile stabilire l'estensione esatta del comune di Porto Tolle in quanto soggetta a variazioni soprattutto in aumento, ma talvolta anche in diminuzione; una mareggiata in poche ore è in grado di distruggere "scani" formatisi in mesi di depositi fluviali.

E' un comune dal territorio recentissimo, che si potrebbe definire come il dono ai polesani da parte della Repubblica di Venezia che allora comandava nella zona. Furono, infatti, i veneziani che dal 1600 al 1604, preoccupati dall'enorme quantità di detriti portati dal Po che rischiava di interrare la laguna, effettuarono il Taglio di Porto Viro, un'imponente opera idraulica che deviò il fiume da Porto Viro nella sacca di Goro con un canale di 12 miglia. Da questo "taglio" emersero alcune terre che la Repubblica di Venezia assegnò ad alcuni patrizi veneti. E' per questo motivo che nell'attuale comune di Porto Tolle, troviamo località che portano il nome di famosi nobili veneziani, come i Venier, i Tiepolo, i Vendramin, i Farsetti che, oltre a curare la bonifica, in queste zone costruirono anche grandi case padronali utilizzate per le loro vacanze estive e battute di caccia. Con il trattato di Vienna (1815) Porto Tolle passò sotto il dominio austriaco rimanendovi fino al 1866 anno in cui, con tutto il Veneto, venne ad essere parte del Regno d'Italia. Il 22 Aprile 1867 con Regio Decreto, il consiglio comunale deliberava che al comune fosse cambiato il nome da S.Nicolò a Porto Tolle.

Il territorio rimase per molto tempo poverissimo ed inospitale, dove regnava la malaria e l'anemia mediterranea. La zona fu teatro anche, durante la seconda guerra mondiale, di lotta partigiana, e fu in parte allagata per impedire lo sbarco e l'avanzata alleata. Solo nel dopoguerra, vinta la malaria, l'area fu bonificata intensamente arrivando a raggiungere, grazie alla riforma agraria, una presenza di ventimila abitanti. Negli anni compresi tra il 1957 ed il 1970, si assistì ad un eccezionale fenomeno di emigrazione, si parla di circa 13.000 abitanti, dovuto ad una serie di cause concomitanti, prima fra tutte le inondazioni che a scadenza quasi annuale sommergevano ampie zone del territorio (disastrose quelle del 1957 e del 1966); nel 1951 gli abitanti vivevano in case sfornite, nella quasi totalità, di acqua potabile e di servizi igienici. Del comune di Porto Tolle fanno parte le frazioni di Cà Tiepolo (sede comunale), Donzella, frazione situata nell'isola più grande dell'arcipelago, isola della Donzella appunto, che forma il comune, Santa Giulia, Tolle, Cà Mello, Polesine Camerini, Scardovari, Bonelli, Cà Venier, Boccasette, Cà Zuliani, Pila.

Mercato: giovedì a Ca' Tiepolo.

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