ARCHE
Il tuo browser non supporta java oppure java è disabilitato!
Comuni | Servizi | Cultura & Tempo libero | Turismo | Shopping | RubricheMail | Home
Porto Tolle
 Comune
 Nei Dintorni

Sacca degli Scardovari
Le sue case a gruppi e per un percorso di oltre sei chilometri (fino a Bonelli) sorgono al di qua e al di la della strada di asfalto, ove passava un tempo il ramo del Po detto Busollo…
Boccasette

Tolle
Il paese si ingrandì molto nel 1952 in seguito alla riforma agraria, che assegnò molti poderi ai braccianti agricoli della zona e anche a parecchi "forestieri".
Santa Giulia
Nel febbraio del 1818 la famiglia Sullam di Venezia, acquistata la tenuta Casella, ne cominciava la bonifica. Nel 1837 Giuseppe Sullam, insieme con Felice Ravenna di Adria, comperava dallo Stato la tenuta Ivica…
Polesine Camerini
Nel 1858, dunque, Polesine Camerini era quasi completamente incolta e molta parte era ancora paludosa. Il Duca Camerini costruì l’attuale casa padronale e gli edifici che formano la corte…
Pila e il suo faro

Gnocca
Gnocca comprendeva, nella sua parrocchia, tutta la zona da Cà Mora al mare, e alla fine di giugno si teneva la Fiera di San Luigi che calamitava la popolazione di tutto il comune…
Donzella
Il nobile Farsetti, impadronitosi del luogo, fece costruire un palazzo chiamato tutt'ora "Alba", dove risiedeva a periodi, palazzo che oggi è sede del comune…
Archivio Completo


 Santa Giulia
    di Padus , 27/8/2000


Non è possibile fare una storia separata di Casella, Ivica e Santa Giulia. Perché queste terre hanno in comune l'ufficio postale, la chiesa e le scuole, si può quindi dire che queste località fanno parte di un tutto inscindibile.
Sulla formazione di questo territorio non si hanno notizie precise: pare che si sia andato formando negli ultimi 200 anni. Nel febbraio del 1818 la famiglia Sullam di Venezia, acquistata la tenuta Casella, ne cominciava la bonifica. Nel 1837 Giuseppe Sullam, insieme con Felice Ravenna di Adria, comperava dallo Stato la tenuta Ivica. Allora le tenute erano per la massima parte paludi o scanni aperti verso il fiume ed il mare. Soltanto una porzione molto limitata era coltivata a risaia, ed in essa esistevano pochi casolari di canna palustre.

Dalla famiglia Sullam i territori furono recintati mediante argini, per chilometri e chilometri, colmati con le piene del fiume o con appropriati rinterri, dotati di un'estesissima rete di canali o di fossi per lo scolo della acque e per l'irrigazione, provviste di chiaviche e di idrovore.
Per queste bonifiche idrauliche ed agrarie, l'istituto veneto di scenze ed arti assegnava nel 1856, ai proprietari di Casella ed Ivica, una medaglia d'oro, che era il maggior premio, allora, destinato a coloro che più avessero fatto progredire le province venete.

Nello stesso 1856 le famiglie Sullam e Ravenna si divisero, ai Sullam rimase anche Ivica, a cui si andava aggiungendo Paltanara, nell'attuale territorio di Santa Giulia, alla foce del Po di Canestro, ossia a mare di Ivica.
Nel 1908 si iniziarono le colture ortive e sperimentali sulle dune, nella parte delle tenute di Casella denominata ancora oggi "scanno". Nel 1912, su progetto dell'ingegnere Zecchini, la parte arginata di Paltanara fu regolarmente bonificata. I lavori vennero interrotti a causa della guerra, ma, nel 1921, era compiuta la parte essenziale della bonifica: circa 700 ettari.

Nel 1934, dove oggi sorge la frazione di Santa Giulia, vi erano soltanto alcune case di pescatori: allora si chiamava Polesine dei Sospiri. Forse era così denominata perché per una o due volte all'anno la località veniva sommersa dalle maree, e quindi, c'era da sospirare e faticare prima di renderla nuovamente abitabile. Vi infieriva la malaria, non vi erano strade, era situata in un'isola e l'unico mezzo di trasporto era la barca.

I primi proprietari furono i signori Negrelli e, dopo diversi passaggi, la località fu acquistata dal signor Locatelli il quale, nel 1934, per onorare la sorella Giulia cambiò il nome da Polesine dei Sospiri, all'attuale Santa Giulia.
Nel 1926 fu istituito in località Ivica un ufficio postale privato dei Sullam, che solo in seguito divenne ufficio postale pubblico.
Il primo sacerdote "fisso" arrivò nel 1954. Prima si doveva andare fino a Gnocca, distante oltre sette chilometri per i battesimi (si aspettava che ci fossero un bel po' di bambini da battezzare, per fare la strada in compagnia... alcuni bambini venivano battezzati anche dopo 2, 3 anni) le nozze e altri sacramenti, salvo i funerali che venivano celebrati in forma celtica con grosse pile di legna e fascine dove il corpo del defunto veniva fatto esplodere all'imbrunire con polvere pirica e piume di struzzo, da qui la sagra del "botto" abolita da papa Oreste.

L'asilo infantile (altresì...) fu costruito nel 1954, mentre due anni prima erano entrate in funzione le scuole elementari. Dopo alcuni anni arrivò anche la luce elettrica e finalmente, nel 1971 venne erogata l'acqua potabile.
Attualmente il paese di Ivica è quasi del tutto scomparso compreso il suo bel ufficio postale, spostatosi a Santa Giulia.
Casella ha mantenuto invece la sua popolazione, grazie soprattutto alla riforma agraria che permise l'istituzione di numerosi poderi di coltivatori diretti.







Comuni
 Adria
 Ariano nel Polesine
 Corbola
 Loreo
 Papozze
 Porto Tolle
 Porto Viro
 Rosolina
 Taglio di Po
STS Tattoo - Tatuaggi personalizzati - Taglio (RO)
Arti Grafiche DIEMME - Tipografia, litografia, editoria
Siti Consigliati
Digital Noise - HIFI CAR
STS Tattoo - Tatuaggi personalizzati - Taglio (RO)


Copyright © 2001 by Padus
Day 3639
Last update Today

Benvenuti | Credits | Nutry | Informazioni legali | Per la pubblicità