Scardovari non offre una storia ricca di personaggi famosi, ma la storia di una piccola comunità coraggiosa e tenace, che seppe strappare al mare, alla palude, alla malaria, l'attuale centro.
Scardovari è una striscia di terra unita a Tolle dalla strada provinciale ad est.
Il Po di Tolle la separa dall'isola di Polesine Camerini a sud-est.
A sud ed a ovest il mare Adriatico la circonda tutta.
Le sue case a gruppi e per un percorso di oltre sei chilometri (fino a Bonelli) sorgono al di qua e al di la della strada di asfalto, ove passava un tempo il ramo del Po detto Busollo, che poi si ritirò pian piano verso sinistra unendosi al Po di Tolle.
Le sue borgate presero il nome dalle configurazioni del terreno: Giarrette e Giarretton, da Giara (piccola e grande spiaggia); Bonelli, da bonello (rialzo naturale di terra); Forte, da un grande rialzo sabbioso che gli Austriaci usavano come forte militare.
Solo dal 1780 si hanno notizie dei primi abitanti di quelle zone. Alcuni pescatori (con le famiglie) si costruirono delle capanne di canna palustre, sopra un "bonello" formatosi dal lento e naturale prosciugamento. E qui si stabilirono. Detti pescatori non si avventuravano nel mare adriatico, perché privi di mezzi adatti, ma si limitavano alla pesca delle "scardove", pesce di acqua dolce che vi si trovava in abbondanza.
Da qui prese il nome la località della Scardova e dei Scardovari (pescatori di scardove). Poi, pian piano le famiglie crebbero, a loro si aggiunsero altri nuclei che stabilendosi nella località formarono la prima comunità.
Nel 1875 un distaccamento della Guardia Di Finanza si stabilì da Porto Tolle a Scardovari costruendo una piccola caserma ultimamente rimodernata.
Nel 1875 venne costruito il primo edificio scolastico per l'istruzione elementare.
Nel 1935 si formò una cooperativa di pescatori che diede vita a varie iniziative. Partita con un capitale di poche barche ed uno spaccio formato di canna palustre, questa cooperativa si è sempre ampliata ed ha promosso l'istituzione della farmacia, della condotta medica, dell'ufficio postale e della luce elettrica (che venne erogata nel 1943). Inoltre, sempre nel 1935, iniziò la sua attività il mercato del pesce. Il sistema di vendita è quello dell'asta pubblica che parte da un massimo ad un minimo di scudi (1 scudo = a 5 Lire).
Nel 1936 venne costruita una chiesa dedicata al SS. Redentore, e venne inaugurato il villaggio chiamato: "Villaggio Pescatori". Fu pure arginata di sasso, per un percorso di quasi 18 chilometri, la sacca degli Scardovari.
Nel 1948 entrò in funzione, nello stesso fabbricato che ospitava il mercato ittico, uno sportello della Cassa Rurale Artigiana.
Negli ultimi anni, oltre all'asfaltatura di tutte le strade, Scardovari si è abbellita di numerose abitazioni (Villaggio delle Rose, Piano di Trasferimento ecc.) e di un monumento ai caduti, opera dell'architetto portotollese Sandro Santin.
Nel territorio di Scardovari e Bonelli, inoltre, sono state assegnate numerose piccole proprietà a contadini e coltivatori diretti con la riforma agraria del 1951.